Redazione 25/02/2024

Un po’ di storia: dal 1300 a… Féris

Le aree che ospitano il complesso di edifici militari della Caserma Pozzuolo del Friuli rivestono un ruolo molto importante per la storia della città. La localizzazione infatti è nel luogo denominato “Cantone del Follo”, all’interno del ripiegamento delle mura che già dal 1300 ospitava il “Pratum bestiarium” (area destinata alla macellazione). Questa parte di città venne scelta per la localizzazione di edifici religiosi, di rappresentanza e di prestigio realizzati in epoche differenti.

L’area in cui si svilupperà una parte del progetto Féris è infatti inserita in un quartiere di origini medievali, precedente alla rivoluzione urbanistica dell’Addizione Erculea (fine XV secolo) e delimita l’antico Castrum bizantino (primo nucleo medievale della città).

Il lotto confina a sud con via Scandiana, via che separa l’ex Caserma Pozzuolo del Friuli dell’ex Cavalle­rizza; questa via fu tra le prime ad essere urbanizzata dopo il periodo di insediamento sulla sponda nord del Po, quando la fortificazione dell’antico castrum non riuscì più a contenere l’aumento della popolazio­ne.

A nord dell’area vi è via Cisterna del Follo, percorso storico della città di Ferrara se si considera che già nel 1370 esisteva il Canton del Follo. La via, insieme ad altre poche all’interno della città di Ferrara, conserva ancora traccia nel suo nome dei mestieri artigianali che ne facevano parte.

La mappa storica del Bolzoni (1747), qui riportata, evidenzia le preesistenze storiche nell’area dell’ex Caserma.

Entrambe le vie sopra citate ospitano importanti luoghi di interesse della città di Ferrara, tra questi i più importanti sono la Chiesa di Santa Maria in Vado, la Chiesa dei Gesuati di S. Girolamo, l’Oratorio della SS. Annunziata, il Museo Lapidario, e infine Palazzo Schifanoia.

Il palazzo Schifanoia, eretto nel 1385 per volere di Alberto V d’Este, costituisce l’unico esempio ancora oggi esistente di dimora destinata alla rappresentanza e allo svago. L’edificio in origine si sviluppava su un solo piano fuori terra, venne successivamente ampliato in altezza (tra il 1450 ed il 1471) per poi assu­mere definitivamente le forme attuali alla fine del 1493 con un prolungamento di circa 7 metri ad est.

Nel 1598, con l’abbandono di Ferrara da parte degli Estensi, inizia la decadenza del palazzo che dai primi anni del 1700 subirà i danni più rilevanti. Questi furono infatti gli anni in cui il palazzo venne ceduto alla famiglia Tassoni che decise di demolire la loggia, che collegava il corpo di fabbrica tardo trecentesco al giardino, e lo scalone d’onore, oltre ai lavori di copertura, con intonaco bianco, delle pareti ricche di decorazioni quattrocentesche. Quest’ultime riaffioreranno nella prima metà del 1800, grazie all’operato del restauratore Giuseppe Saroli. Gli interventi di restauro delle decorazioni determinarono un passag­gio storico importante per il Palazzo in quanto da questi ne derivò la decisione comunale di recuperare il Palazzo che, nel 1898, divenne ufficialmente Museo Schifanoia.

Considerando il contesto in cui è inserita l’ex Caserma Pozzuolo del Friuli, se ne può evincere la sua importanza storica e locale. Essa presenta una storia stratificata nel tempo in quanto, prima di divenire Caserma militare, fu in origine, precisamente nella prima metà del XIII secolo, un convento per le mona­che agostiniane, convento che prese il nome di San Vito.

Il convento di San Vito divenne presidio militare già in età napoleonica; l’edificio di culto fu definitiva­mente chiuso nel 1906 ed il convento venne dismesso nel 1909.

Nei primi anni del ‘900 si ebbe l’insediamento della Caserma Pozzuolo del Friuli, periodo in cui il Comune di Ferrara concede all’Amministrazione Militare nuovi spazi da destinarsi all’acquartieramento del reggimento di Cavalleria; ciò comportò la graduale demolizione del convento fino al completo smantel­lamento, che interessò anche la chiesa quattrocentesca ed annesso campanile, nel 1961. Del convento rimane solo il brano di un muro perimetrale del lotto.

L’intero complesso militare venne inaugurato nel 1930 e l’ultimo presidio militare, prima dell’abbandono definitivo della Caserma, fu nel 1997.

Il complesso dell’Ex Caserma Pozzuolo del Friuli, progettato dall’Ing. C. Luppis, è composto da tre fab­bricati che si sviluppano su pianta rettangolare allungata, posti sui due lati corti dell’area e sul lato lun­go della già sopra citata via Cisterna del Follo. Gli edifici presentano un linguaggio architettonico tipico della fine del 1800 e gli inizi del 1900.

Oltre all’ex complesso militare, che affianca Palazzo Schifanoia e circonda tutta Piazza d’Armi, vi è l’ex Cavallerizza di via Scandiana. Quest’ultima è un edificio in stile Liberty che aveva lo scopo di riparare veicoli, salmerie e gruppi elettrogeni di supporto all’ex Caserma.

Anche l’ex Cavallerizza presenta una storia simile alla Caserma in quanto anch’essa edificata in un’area dove vi era un edificio ecclesiastico, precisamente la Chiesa e Monastero di Sant’Andrea, oltre ad aver ospitato per un periodo i giardini estensi del Palazzo Schifanoia.

La Chiesa e Monastero di Sant’Andrea, complesso di edifici cattolici, vennero edificati, secondo gli storici, intorno all’anno Mille; fu parrocchiale fino a quando non venne adibita a caserma in epoca napoleonica (1800 circa). Tra il 1860 ed il 1870 venne chiusa al culto. Intorno alla fine degli anni 30 del 1900 fu sog­getta a crolli per poi essere definitivamente demolita alla fine degli anni 60 dello stesso secolo.

L’edificio dell’ex Cavallerizza, di pianta rettangolare, risulta ricco di elementi decorativi in ferro battuto. Il fabbricato è a doppia altezza con un solo livello fuori terra ed è privo di partizioni interne orizzontali e verticali. Si caratterizza per una composizione rigida sui 4 fronti; questi ultimi presentano trattamenti differenti e sono caratterizzati da grandi bucature ad arco a tutto sesto.

L’edificio conserva ancora oggi la sua riconoscibilità tipologica e l’adesione ai principi architettonici tipici dell’architettura dei primi anni del 1900.