Guido Furbesco 25/02/2024

La nuova vita delle caserme

Dalle armerie ai libri di testo, dalle adunate alle feste di laurea, dalle camerate alle camerette. C’è in Italia un vasto patrimonio immobiliare in disuso che può essere recuperato e convertito a nuovi utilizzi, valorizzandolo con significative ricadute sociali a beneficio della collettività.

Parliamo dell’esteso sistema di infrastrutture militari diffuso lungo la Penisola, espressione di un periodo storico e di un contesto geopolitico ormai tramontati. Caserme e depositi, centri di addestramento e poli logistici rappresentano una porzione spesso significativa dei tessuti urbani e il loro recupero costituisce un passaggio irrinunciabile nei percorsi di riqualificazione in atto.

Il processo di riconversione è già iniziato, le vecchie strutture rinascono ricoprendo nuove funzioni. E diventano sempre più frequenti i casi in cui, a trarne vantaggio, sono gli studenti universitari, che in questi spazi potranno trovare alloggi e servizi a loro dedicati. Facciamo tre esempi.

A Bergamo, il recupero delle ex caserme Montelungo e Colleoni renderà disponibili 428 residenze per i giovani che studiano in città ma risiedono altrove. Una boccata d’ossigeno per l’università, alle prese tra l’altro con un crescente numero d’iscritti (più di 23 mila): secondo le stime, coloro che potrebbero aver bisogno di un alloggio ammontano a 1.200.

Spostiamoci in Emilia Romagna, a Modena, dove l’intervento di restauro dell’ex caserma dei Carabinieri Sant’Eufemia prevede la realizzazione di 18 unità immobiliari per un totale di 73 posti letto destinati ai fuori sede, oltre alla riqualificazione del piano terra della corte in cui sorgeranno servizi integrativi all’abitare e spazi di aggregazione. Gli alloggi – di cui uno da 6 posti letto, i restanti suddivisi tra alloggi da 5, 4, 3 e 2 posti letto – saranno completamente arredati e pronti all’uso, con camere singole e/o doppie. Il progetto sociale che verrà sviluppato al pianterreno prevede la realizzazione di uno spazio multifunzionale dedicato sia agli studenti sia ai giovani professionisti in cui fondere studio, co-working, socialità e spettacolo, con l’obiettivo di trasformare il cortile interno in uno spazio aperto alla città. L’immobile è in pieno centro storico e versava in stato di abbandono dal 2006 pur rappresentando un pezzo di storia locale: l’edificio faceva parte dell’antico Complesso del Monastero delle Benedettine, fondato dal vescovo Eriberto nella seconda metà dell’XI secolo.

Infine, Caserta, dove l’ateneo Vanvitelli ha siglato un accordo con il Demanio per ricevere in concessione l’area dell’ex Caserma (Mulini) Barducci, in via Ferrarecce, all’interno della quale si prevede di realizzare un campus universitario. Il recupero funzionale degli edifici storici vincolati esistenti consentirà la realizzazione di 122 posti alloggi, di cui 6 da destinare agli studenti diversamente abili. L’area si trova a ridosso del centro storico ed è baricentrica rispetto alle sedi dell’ateneo presenti in città.